Profanata la lapide di Aldo Moro in occasione della visita di Bush a Roma. "Bush uguale Moro" è la scritta cancellata a tempo di record dall'Ufficio decoro urbano del comune.
Chiunque abbia scritto quella frase dovrebbe studiare un pò: Moro era filo-palestinese, era in aperto contrasto con la politica di Kissinger ed era l'unico leader della DC che auspicava l'entrata del partito comunista italiano al governo.
Ci sono due possibilità: o quella frase l'ha scritta un cretino di sinistra, o un furbetto di destra ben camuffato.
Cossiga, bontà sua, dichiara che quella scritta "esprime bene lo spirito che anima le manifestazioni contro Bush organizzate con l'approvazione del Presidente della Camera Fausto Bertinotti, da Rifondazione Comunista e dalla sinistra alternativa". Dimentica, l'ex presidente della Repubblica, le sue pesantissime responsabilità da ministro dell'Interno in pieno rapimento Moro. Cossiga quando si parla di Moro dovrebbe avere la decenza di tacere, anzi, dovrebbe avere la decenza di tacere in generale.


Suor Frances è una suora che dirige il Douglas House Hospice, un ospizio inglese per l'assistenza a bambini e ragazzi affetti da devastanti malattie.
Alla richiesta di uno dei giovani invalidi – Nick Wallis, un ragazzo di 22 anni costretto alla carrozzella dalla distrofia muscolare – di trovare una prostituta, si è data da fare e, con l’aiuto di altre suore, medici, infermieri, amministratori dell'ospizio, è riuscita nell’intento.
«Nick – ha raccontato poi alla Bbc – desiderava provare un'esperienza sessuale prima di morire e ha deciso che lo poteva fare soltanto a pagamento. Era pronto ad andare avanti con o senza il nostro sostegno e siamo giunti alla conclusione che era nostro dovere morale assisterlo.»
Bravissima, Suor Frances.
I redattori cattolici di Chimera pensano che Dio esiste soprattutto in comportamenti come questi, e che caso mai è scandalosa la prostituzione dell’anima di chi fa beneficenza soltanto per comprarsi un posto in Paradiso o l’ipocrisia violenta di chi fa elemosine per contrassegnare la propria differenza con i poveri, schifandosi a toccarli per paura di sporcarsi le mani.


18 Gennaio. A Genova, al processo contro i poliziotti accusati per l'irruzione alla scuola Diaz durante il G8 di Genova (29 tra dirigenti, funzionari e agenti, reati contestati: percosse, falso ideologico, lesioni gravi, calunnia, violenza privata, danneggiamenti, perquisizione arbitraria e furto), è sparita la prova fondamentale dell’accusa, cioè due bottiglie molotov introdotte nella scuola dai poliziotti stessi.
Non soltanto sono sparite. Si è anche scoperto che nessuno ha mai scritto nulla, nell'apposito registro, sui movimenti e su chi materialmente le aveva maneggiate.
La mancanza di questi dati impedisce, al momento, non solo di trovarle, ma anche di verificare chi è stato l'ultimo ad entrarne in possesso…
Nel film “In nome del Papa Re”, Monsignor Colombo da Priverno, membro della Sacra Consulta – il Tribunale Criminale che giudicherà i rivoluzionari Monti e Tognetti – ormai prossimo a convertirsi alla causa risorgimentale, ai due imputati che gli dicono che durante il giudizio le carte si rovesceranno sul tavolino della storia, risponde: “Le regole le dettiamo noi, le carte le diamo noi, e se ci accorgiamo che stiamo per perdere, bariamo pure.”
Tre anni dopo, però, i bersaglieri entravano a Porta Pia.
Il potere temporale del Papa Re crollava.


Il presidente americano George W. Bush ha detto che l'impiccagione di Saddam Hussein assomigliava a “un assassinio per vendetta” e che l'episodio dimostra che il governo di Nuri al Maliki “deve ancora maturare”.
Insomma, i ministri irakeni devono perfezionarsi nella materia delle esecuzioni capitali perché ancora non sono pronti.
Le parole del Presidente U.S.A. assomigliano a quelle del professore che rimprovera l’allievo per non aver imparato la materia che lui, volenterosamente e con vera dedizione per l’insegnamento, ha cercato di impartirgli durante l’anno scolastico e lo rimanda a settembre.


Chimera non chiede scusa a Azouz Marzouk perché non ha mai pensato che gli assassini si cercano in base al colore della pelle o alla razza: piste investigative, queste, che avrebbero fatto rabbrividire perfino l’ispettore Lestrade di A. Conan Doyle, che non era capace nemmeno di prendere un ladro di polli.
Gli esprime invece solidarietà per il linciaggio che ha subito e che ha offeso, insieme con lui, tutte le persone di questa terra.
Chimera ricorda a chiunque che anche noi italiani siamo stati extracomunitari in terra straniera e qualche volta ci chiamavamo Sacco e Vanzetti.


Chimera invita i credenti di tutte le fedi a pregare per l'anima di Saddam Hussein, ucciso il 30 dicembre 2006.


«Rivedere l’Olocausto: una questione globale» è il titolo della conferenza organizzata in Iran con l’avallo del Ministero degli Esteri iraniano che si è appena aperta a Teheran.
Tra i suoi temi, come ha anticipato il vice ministro degli esteri, Manouchehr Mohammadi, «se le camere a gas siano state veramente utilizzate dai nazisti».
Tra i suoi partecipanti, si dice (i nomi non sono stati resi noti) che interverranno Serge Thion, parigino già ricercatore del Centro nazionale delle Ricerche scientifiche e aderente alle tesi di Robert Faurisson e dei siti neonazisti, il giovane «anarcosindacalista rivoluzionario» portoghese Flávio Gonçalves, lo stesso Faurisson, oggi 78enne e da poco condannato a tre mesi di carcere per aver sostenuto tesi come quelle secondo cui «le camere a gas erano in realtà forni crematori per i cadaveri, necessari perché altrimenti ci sarebbero state molte infezioni».
Se non ci fossero di mezzo sei milioni di morti, notizie come queste dovrebbero far ridere.
Purtroppo fanno piangere e rabbrividire.
Chimera si augura che i partecipanti negazionisti finiscano in un forno crematorio.
Solo un attimo, naturalmente: per provare e riferire all’umanità cosa succede.

Muore Pinochet.
Chissà come lo ricorderà la storia.
Forse come uno dei più sanguinari dittatori del ventesimo secolo? Forse nell’audio – video della memoria scorreranno le immagini dello stadio pieno di prigionieri politici avviati alla galera ed alle torture? Oppure rivedremo le ultime disperate immagini di Allende che difende con il fucile in mano la democrazia cilena?
A noi di Chimera, rimane un’immagine recente: nel 2000, per ottenere la libertà, Pinochet si finse moribondo, si imbarcò a Londra nell’aereo seduto su una sedia a rotelle, ma all’arrivo in Cile si alzò in piedi ridacchiando.
Le dittature di ogni colore sono rette dall’imbroglio e dal delitto.
Pinochet non faceva eccezione.