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Con Turigliatto.
di Al Ramechi

"Alzati stronzo!", "Vai a votare, mafioso!".
Nonostante il pacato invito dei suoi colleghi dell'Unione, Fernando Rossi rimane seduto, mentre Franco Turigliatto non partecipa proprio al voto, "costretto ad una scelta inevitabile".
Massimo D'alema aveva da poco finito il discorso sulla politica estera. Applausi da tutti, anche da rifondazione.
La politica estera condotta da D'Alema e dal suo Ministero è stata certamente diversa dalla plateale posizione prona dell'Italia rispetto agli Stati Uniti a cui ci aveva abituato il governo Berlusconi, ma tant'è, il governo Prodi crolla proprio sulla politica estera: Afghanistan e Vicenza i punti caldi. "Uniti, o tutti a casa" aveva intimato il Ministro degli Esteri. Disunìti, e allora Prodi si dimette. Napolitano rispedisce al mittente le dimissioni e rinvia alle camere la fiducia. Rossi si dimette dai Comunisti Italiani subito dopo il voto. Turigliatto non si dimette, ci pensa rifondazione ad espellerlo per due anni. Andreotti promette voti e tradisce, e fin qui niente di scandaloso. Fiducia e Prodi Bis. Ma torniamo indietro.

Anche se pochi lo hanno fatto notare, i voti di Turigliatto e Rossi non sarebbero bastati, infatti, in base al regolamento del Senato, la soglia dei voti necessari(con Turigliatto presente) si sarebbe alzata di uno: quindi un voto sarebbe comunque mancato. Non importa: tutti contro i "dissidenti" irresponsabili. Pininfarina, che non entrava in senato da parecchi mesi viene trascinato dentro da Torino. Tutto sistemato, dice la Finocchiaro, c'è Pininfarina. Che puntualmente vota a sfavore. Andreotti, che vota contro, nei giorni successivi dirà che "ci sono i Dico dietro la mia scelta" (i Dico in una mozione di politica estera, sic.) e che "se sapevo che cadeva il governo avrei votato diversamente.". Alcuni si domandano com'è possibile che uno dei più importanti referenti politici di Cosa Nostra nella DC, amico di Salvo Lima, dei cugini Salvo, implicato nei casi più oscuri della repubblica, con rapporti mai veramente chiariti con servizi segreti deviati e fasce del Vaticano molto poco Gesuite sia l'ago della bilancia per tenere in vita un governo di centro sinistra. Alcuni se lo domandano allibiti, e si chiedono com'è possibile che Andreotti sieda ancora lì, mentre autorevoli esponenti del centro sinistra piagnucolavano, inconsolabili, che Andreotti aveva promesso il voto e poi si era rimangiato tutto. Poveri noi.

Tutti contro Turigliatto e Rossi, quasi tutti: pacifisti di tutto il mondo, ad esempio, aderiscono ad una raccolta di firme contro l'espulsione di Turigliatto da RIfondazione Comunista: Noam Chomsky, Ken Loach, Tariq Alì, George Galloway e ancora Gino Strada, Alex Zanotelli, Gianni Vattimo. Migliaia di firme per protestare contro questa decisione che stupisce parte consistente del mondo della sinistra.

Ricapitolando: i voti dei "dissidenti" insultati, espulsi, criminalizzati non avrebbero fatto differenza, la maggioranza non sarebbe stata raggiunta perchè la maggioranza NON C'ERA. Sartori sul corriere scrive che "nell'estrema sinistra ci sono teste quadrate che non ragionano come le teste rotonde, o che forse non ragionano proprio." Passategli un pallottoliere. Prodi si dimette per un motivo molto semplice: imporre i suoi 12 punti che spostano la politica del governo di centro centro sinistra a una politica di centro centro destra. Follini sente odore di moderati e passa dalla parte dei buoni. Insulti da Casini, Dell'utri, Calderoli e tutta gente che quando t'insulta dovresti esserne felice. E infatti Follini è felice, convinto che ci siano tutte le prerogative per un grande forte moderato cristiano partito di centro.
Intanto D'Alema sui giornali ci insegna che "Certa sinistra non serve all'Italia", evidentemente galvanizzato dai ricordi bombaroli del Kosovo, che uccisero 10000 civili (la metà di quanti ne uccise Milosevic, che però era un dittatore), e dalle menzogne che già allora ci propinava ("siamo con l'Onu"). Oggi ripete il copione sostenendo che in Afghanistan c'è l'Onu, balla, dato che le truppe italiane sono subordinate al Pentagono. Guerra, come ha tentato di NON dire Parisi, ministro della difesa, al Tg2: "Quella in Afghanistan è una missione militare per la pace in una situazione che presenta molti tratti che richiamano la guerra." Poveri noi. Guerra, contro l'articolo 11 e contro il volere dei milioni di pacifisti che da anni cercano di far capire al Palazzo che a loro, che a noi, le guerre non piacciono. Guerra infinita, con gli USA che ogni giorno tardano a prendere decisioni risolutive e che minacciano di attaccare anche l'Iran. Siamo lì come stellina Americana in più sul bandierone, e per raccattare qualche barile di petrolio che gli USA ci lasceranno portare a casa.

Rivolete Berlusconi? E' questo il tormentone. No, io Berlusconi non lo rivoglio, ma non deve essere questo l'alibi per concedervi tutte le porcherie che volete, sia chiaro. Altrimenti è meglio avere contro il nemico piuttosto che il partito che hai votato: la gente va a votare convinta che quel voto pesi e poi si trova una compagine governativa che fa tutto l’opposto. Invece no, bisogna essere cauti e responsabili, lungimiranti. Farsi la barca, la banca, la rai..e Berlinguer se fosse qui vi prenderebbe a calci tutti quanti. Tutti voi, che avete perso ogni occasione e ogni ragione di sedere lì e di rappresentare un elettorato che non sa più con chi prendersela. La soluzione è una: o cambia la classe politica o cambia l'elettorato: noi siamo troppi..

Solidarietà a Turigliatto, grazie Franco.