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Just a moment
di CC

Leggo dal sito ufficiale di Massimo Fini il seguente articolo.

Fini sbaglia un pò di cose, a cominciare dalla data della votazione della legge, che per quanto riguarda l'approvazione definitiva in senato risale al 29 luglio. Il 31 luglio è il giorno della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. La legge entra in vigore il giorno dopo, cioè il primo di agosto.

Poi gioca coi numeri, spiegandoci che "un rapporto di polizia" (frase precisa e colma di riferimenti) "riferisce che nel periodo agosto-ottobre (2006) si è registrato un aumento di 1.952 rapine e di 28.830 furti rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente". Roba grossa.

Diamo per scontato che i dati che fornisce Fini, senza spiegare bene da dove provengano, siano corretti.
Incremento di 1952 rapine nel periodo agosto-ottobre rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

In Italia ci sono circa 8000 comuni, sparsi per tutte le province. Ciò vuol dire che nell'arco di 3 mesi, circa un comune su quattro ha registrato rispetto al periodo agosto-ottobre dell'anno prima, un incremento di UNA rapina. Dato, questo, allarmante, che giustamente preoccupa Massimo Fini. Idem per i furti: tutti i comuni hanno subito un incremento pazzesco di circa 3,5 furti in più in tre mesi. Un furto in più al mese. Fa bene dunque Fini ad allarmarsi e a prendersela con l'indulto, reale e unico responsabile di questa ondata di crimini.

Dopo aver giocato un pò col pallottoliere passa alle percentuali. La recidiva da parte dei detenuti "indultati" è stabile al 12%, percentuale anni luce lontana dal fisiologico 70%. Diamogli tempo, sembra dire Massimo Fini, sono passati solo 8 mesi, fateli riorganizzare questi delinquenti. Quando ad ottobre la recidiva era circa al 5% (1200 detenuti tornati in carcere su 24000) sentivamo i vari Massimo Fini dire "questi dati dopo 3 mesi sono irrilevanti, aspettiamo altri 6 mesi prima di dare giudizi". Ora Fini dice di aspettare i prossimi anni. Ecco, aspettiamo 3 anni, cioè il tempo che rimaneva a questa gente per uscire regolarmente di prigione, così facciamo prima.

Poi scrive una cosa divertentissima: "Mastella parla di recidivi che sono stati individuati ed arrestati, non, ovviamente, di quelli che non sono stati individuati e che presumibilmente sono molti di più perchè in Italia il tasso dei delitti "commessi da ignoti" è altissimo, in particolare proprio per i furti e le rapine". Cioè da per scontato, senza nessuna prova, che i criminali non individuati, cioè le persone che hanno commesso reato senza essere arrestati, sono le stesse persone uscite di galera grazie all'indulto. Favoloso. Da "in dubio pro reo" passiamo a "senza prove contra indultato". Ah..in tutto questo discorso chiaramente nessun riferimento alle condizioni delle carceri e dei carcerati.

Immancabile, quando si parla di "cultura della legalità", la stoccata al criminale Sofri. Il povero Fini, ormai in lacrime, assiste al degrado del suo Paese e ammonisce: "Che 'cultura della legalità' si può diffondere in un Paese dove l'assassino di un commissario di polizia, Adriano Sofri, che deve scontare ancora dieci anni della sua pena è libero perchè ritenuto 'incompatibile' col carcere a causa delle sue condizioni di salute, che peraltro non gli impediscono di scorazzare per l'Italia, gode dell'amicizia di importanti uomini politici e di giornalisti, viene abbracciato e baciato in pubblico da un ex Presidente della Repubblica ed è diventato, per meriti penali, editorialista del più diffuso settimanale di destra e del più prestigioso quotidiano di sinistra?". Ora... bisognerebbe spiegare a Fini, prima di tutto che Adriano Sofri è stato condannato (nei processi farsa a cui è stato sottoposto) per essere stato il mandante dell'omicidio Calabresi, e non l'omicida; ma soprattutto che basarsi unicamente sulle sentenze del tribunale può dare una visione distorta della realtà: addirittura in questo modo ti può capitare di pensare -per esempio- che Berlusconi non pagò dei giudici tramite il suo avvocato Previti. Idea questa -checchè ne dica il tribunale che ha assolto Berlusconi- palesemente folle. Fini addirittura trova scandaloso (sempre ai fini della cultura della legalità persa) che uno nelle condizioni di Sofri abbia per amici dei politici o dei giornalisti. Poi penso una cosa: D'Arcais, Paolo Rossi, Dario Fo, Franca Rame, Paolo Hendel, Gad Lerner, Enrico Deaglio..e centinaia di intellettuali e giornalisti sono amici di Adriano Sofri, convinti dell'innocenza di Adriano Sofri e da anni si battono per la grazia e lo difendono in ogni sede, questo però non vieta a gente come Marco Travaglio (amico di Fini) di: scrivere nel giornale del primo, fare l'autore televisivo a un programma nel quale partecipa il secondo, essere amico del terzo e della quarta ecc..e fare conferenze con Massimo Fini. Come la mettiamo Massimo? Questo non intacca la cultura della legalità? Non ci si sente un pò sporchi a frequentare i complici morali di Sofri?

Poi sembra riprendersi scrivendo cose sacrosante sulla infame delegittimazione della magistratura a mezzo stampa e sulle leggine che fanno delinquere a norma di legge i vari colletti bianchi. Ma ricasca nello svarione proprio nel finale: "L'Italia è un Paese che fa solo venir voglia di delinquere. E per resistere alla tentazione bisogna essere dei santi o, più probabilmente, dei fessi". Caro Massimo Fini, spero che quest'ultima sia una provocazione delle tue. Io non delinquo, caro Massimo, e non perchè faccio la conta tra i vantaggi e gli svantaggi e capisco che ci sono più svantaggi. Non è una ragione pratica e di interesse. Io non delinquo perchè rispetto le altre persone. La libertà delle altre persone. E se l'andazzo sarà questo anche nel futuro, io non mi "farò furbo", caro Massimo Fini. Rimarrò un fesso. Un fesso che spera di non ridursi a scrivere come un democristiano qualunque tra una trentina d'anni.