A noi le domande, a loro le risposte, a voi il giudizio!


 

Bergonzoni lei per chi voterà ad aprile?

Sicuramente per una sinistra illuminata; avanti, nostri Prodi! Una volta eletti vogliamo che abbiate un pensiero eletto, il meno semplice possibile nel senso di non solo politico, più civico, più sociale ma anche più intellettuale, perchè adesso non si scherza più. Se fate bagatelle picipoci o dispettucci di potere la prossima volta ve lo toglieremo (e non lo daremo a nessuno).

Beppe Grillo dice –e personalmente concordo- che siamo davvero messi male se per salvarci da questo centro-destra dobbiamo sostenere l’attuale centro-sinistra. Il famoso “male minore”. Lei che ne pensa?

Un po’ è davvero vero e forse non solo un po’, ma io voglio sostenere non solo l’attuale centro sinistra ma una futura nuova sinistra che non sia male e che non sia minore.

A proposito di centro sinistra. Il sindaco della sua città, Cofferati, è considerato da qualcuno l’uomo giusto per la sinistra, quella sinistra riformista che sembra andare molto di moda soprattutto nei salotti televisivi. Lei che idea si è fatto della sua, chiamiamola, battaglia per la legalità?

Salotti televisivi a parte, bolognesie provincialotte a parte e a parte tutti gli sciocchezzai che certa stampa anche politica e seria ha voluto usare, non amo parlare di battaglia per la legalità del nostro sindaco. Non è una sfida sportiva o guerrafondaia di cui il termine battaglia si nutre sempre tristemente, ma è un’ idea per alcuni discutibile, per me giusta ma non con queste priorità e non con questo tipo di comunicazione. Forse gli unici due appunti che faccio al sindaco Cofferati sono questi, tempi e modi.

Io ho l’impressione che la classe politica ha perso completamente la sua ragion d’essere. Cioè il contatto con la gente, col popolo. A parte pochi singoli non vedo né gente del popolo né gente per il popolo. Come la mettiamo?

Mettiamola così: dopo la fine dei partiti e dopo l’arrivo della new industrial o dei parvenue presi come braccia per ”agricoltura della vita” solo perché apparentemente veri, mi piacerebbe avere “esseri intelligenti” con un’ “anima” poi certo anche politici. So di chiedere troppo, ma a nessuno viene in mente in questo momento dopo aver visto certi politici solo politici, certi industriali solo industriali, di pensare a un concetto interiore che deve modificarsi, prima ancora che amministrativo civico e sociale? Ovviamente il popolo ne gioverebbe senza credere solo che, per fare bene alla base, bisogna parlare alla base,. perché prima di parlare a questi, se non hai parlato approfonditamente con te stesso, nulla può avvenire né per gli uni né per gli altri.

E del regime Berlusconiano cosa ne pensa?

“He self comment!” ( lui si commenta da solo, e so che è troppo facile dire così ma aggiungo, che dopo tanta satira vera e giusta, tanto cabaret idiota di finta satira, tante imitazioni sfinenti e sfinite, è giunta l’ora di parlare di patologia vera e propria di medicina e di clinica, per affrontare un caso che va anche ben oltre la follia politica di una parte o dell’altra del giusto o dello sbagliato)


In una situazione politico-sociale come la nostra, come crescono i giovani? Vede impegno, interesse, curiosità nella gioventù?

La gioventù non dovrebbe esistere, ripeto come spesso faccio, che dovrebbero esistere delle persone alle quali non ci si rivolge per musichette, telefonetti, pubblicette, gnocchette, e trasmissionette, e mi ripeto, dovrebbero cominciare a esistere anime discernenti, selettive, consapevoli, tutta roba che in una carta di identità non si può scrivere ma che in un certo inprinting culturale spirituale, artistico e di coscienza dovrebbe essere scolpito. Invece di ascoltare la musica che credono li rappresenti e basta, so che stanno anche cominciando a cercare altre energie con cui identificarsi pienamente, che smuovano non solo la furiosità della curiosità o l’interesse dell’impegno, ma ben oltre e siano per ben altro. Ci sono molte più “Moratti” nell’ambito giornalistico, televisivo, radiofonico, cinematografico, pubblicitario: anche per quelle bisognerebbe scendere in piazza o “manifestarsi” in testa.

Certo la televisione non aiuta molto…

Domanda che cade a puntino, come dovrebbe cadere e ridursi a un puntino la tv. La televisione presa a plusvalore, voluta come abuso del vedere, sopravvalutata fino all’ignoranza, tutta roba che aveva già di per sé ancor prima di questi ultimi dieci anni poco senso figuriamoci ora dove le parole dolore vengono usate da una tremenda capitana di Ventura, la parola sofferenze da calciatori che di “in gamba” non hanno neanche le gambe, di presentatori laidi che usano la parola vita per parlare solo della loro vita pomeridiana o post serale laida. Dove si prende in giro il potente e il salottiero mettendo al centro il salottiero e il potente, che alla fine se la vincono su tutti. Sbertucciati che fanno i simpatici con gli sbertucciatori, giornalisti sportivi che non sanno né cos’è il giornalismo né cos’è lo sport, trasmissioni che trattano di rivista e di valette, che fanno denuncia e vogliono entrare nel sociologico. Probabilmente la televisione va guardata ma non accesa (lo dirò fino allo sfinimento).


“Il governo ha fatto miracoli attuando i cinque punti del suo programma e facendo tante altre cose. Ho passato in rassegna in questi giorni tutti gli atti del governo, non ne ho visto uno che si possa considerare un errore, non c'è una cosa che non rifarei. Smentirò tutti coloro che diranno il contrario.” Paradossalmente e tristemente fa ridere. O no?

Non né posso più, ma veramente più, e se sento un comico o un politico che lo dice ancora chiamo la forestale o greenpaece, di quelli che dicono “senza noi politici voi sareste senza mestiere” e dei comici che sono convinti che senza Bossi e gli altri non avrebbero più così tante occasioni per far ridere. Trovo che sia una delle bestemmie più assolute per nascondere il nulla, per fortuna solo di certi politici, e il vuoto pneumatico di certi modaioli rivistanti parodistici, imitator e basta. A me la frase succitata dal Presidente del Consiglio fa una grande tristezza e dà grande preoccupazione.


Si è rifatto vivo Bin Laden [nel nastro la cui attendibilità è ancora da valutare] che si dice “pronto ad attaccare di nuovo gli USA” se non ci sarà il ritiro delle forze armate americane da Afghanistan e Iraq. Da quell’11 settembre “molti si sono accorti che la morte può fare sul serio” ha dichiarato lei in una bella intervista. Oggi la gente che idea si è fatta di questa guerra?


Premetto che sulla “non trattativa mai in assoluto” io ho molto da discutere, (perché forse prima di far vedere la debolezza del trattare coi terroristi, forse e ripeto venti volte forse, un po’ di diplomazia uman psicopolitica l’avrei tentata, per non lasciare niente di intentato per chissà quali altre prossime stragi) vengo al dunque.
Vedo che mi hai citato e quindi evito una ripetizione; vorrei pensare che la gente oggi abbia capito appunto che non è possibile solo vedere i propri morti per capire che si muore. Perché non basta solo vedere una guerra che si avvicina ai nostri bravi ragazzi per vederne il dramma, io dico che ci vuole altro, e cioè rifiutare “ogni” guerra, anche se a morire sono ragazzi meno bravi dei nostri, se tutto succede in Ruanda e non nel nostro simpatico mondo occidentale, cercando infine di capire che è possibile stimare una nazione per quello che ha fatto e ci ha dato senza esserne succubi, soci e sostenitori in tutte le sue manifestazioni qualsiasi esse siano (io posso amare quanto voglio i miei genitori, ma se uccidono mio fratello devo avere libertà e volonterosa intelligenza di rinnegarli, almeno per quel gesto!)


Chiudiamo con qualcosa di meno triste. Al momento sei in giro col tuo spettacolo teatrale “Predisporsi al micidiale” mentre a settembre è uscito "Non ardo dal desiderio di diventare uomo finchè posso essere anche donna bambino animale o cosa" Bompiani editore. Temi principali nelle due ultime “fatiche” di Bergonzoni?

Predisporsi al micidiale: parla dell’inaudito, il mai detto, l’impossibile, l’altrove, l’altro, l’immaginario, il sudore degli angeli, la rapidità delle colle, l’ostracismo delle corde…… Lasciando per sempre il micidiale retorico: il volemose bene, i funerali di stato, la simpatia, l’economia, la patria dell’obbligo, i vizi e le virtù degli italiani scritti o cinematografati da chi non sa e non può vedere altro…..
L’ultimo succitato libro della Bompiani invece, è pura scrittura astratta, che non parla alle generazioni, ma delle sane degenerazioni dell’inconscio “scritturato”, dell’avulso su pagina, dell’erba “foglio”, usando soqquadri di scrittura dipinta, per la prima volta, usando per davvero tavole di segni disegni e voce pitturata.