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manifestazione del 2 dicembre voluta da Silvio Berlusconi è stata
un vero successo.
Piazze piene, cortei pacifici: eccetera eccetera.
Duecento miliardi di persone (dicono loro).
Non importa che qualche leghista abbia fischiato durante l'inno nazionale
e che, logicamente, quelli di Alleanza Nazionale ci siano rimasti male.
Non importa nemmeno se c'era un gruppo di orfani del duce con tanto di
bandiera nera e croci celtiche (che, a guardare la filologia del vero
fascismo, non hanno niente a che vedere, le une con le altre).
Hanno parlato Berlusconi (soliti slogan con la parola "libertà"
pronunciata un milione di volte), Fini (in fotocopia conforme, con la
certificazione aggiunta del solito giuramento di fedeltà al Grande
Capo), Bossi (incomprensibile).
Berlusconi ha venduto il suo prodotto (che ha la particolarità
di essere al tempo stesso prodotto e spot pubblicitario: caso unico, nel
commercio), e ha fatto il suo lavoro, i suoi famosi slogan, le sue pubblicità,
i suoi tormentoni (le "libertà", "meno tasse",
"la sinistra delle tasse", "amore", poi di nuovo "libertà",
e ancora "libertà").
Anche Fini ha venduto...quel briciolo di animo politico di destra che
gli era rimasto.
Poco male.
"Governo peggiore della storia, finanziaria peggiore dell'universo,
comunisti che dicono a Prodi cosa deve fare."
Il tutto mentre alcuni buontemponi da osteria (meglio: da dopo osteria;
o da dopo avanspettacolo, con tutto il rispetto per chi praticava questo
genere di varietà) urlavano impunemente "Prodi boia, Luxuria
è la tua troia".
Lo show in parola mi ha portato a riflettere.
Non tanto sulla classe politica che aveva imbastito l’enorme e variegata
manifestazione, ma sull'elettorato che si rispecchia in queste persone.
In altre parole, non voglio cercare di capire Berlusconi, non voglio analizzare
Dell'Utri, che in un paese normale sarebbe solo un fenomeno di interesse
giudiziario o, al più, criminologico (dopo il suo processo per
concorso esterno in associazione mafiosa e la sentenza di primo grado
che lo condanna a nove anni di galera, è inutile, basta leggersi
le motivazioni della decisione).
E' invece essenziale cercare di capire perchè mai onesti elettori
applaudano gli interventi di Silvio B., che sviene, si riprende, torna
alla ribalta con passo di carica, per vendere un prodotto – la politica
– che è ormai un immenso spot i cui ingredienti sono paillettes
e lustrini, una robusta dose di machismo, qualche goccia di antidepressivo…
Non riesco a capire perchè giovani studenti gli dedicano fan club.
E vorrei anche capire l'elettorato di questo centro sinistra.
Perchè la politica è così?
I partiti pieni di ladri, la corruzione dei giudici, la superficialità
dei programmi, le poche idee, la staticità, la pigrizia, l'apparenza,
il niente al di sopra del denaro, la poca moralità, la paura dell'immigrato,
la paura di tutto ciò che ci appare nuovo, la scarsa propensione
ad abbracciare altre culture, la poca voglia di imparare da chi la pensa
in modo diverso da noi, il dare importanza all'inutile, l'assoluta assenza
di bisogno di ricerca..tutto questo è sotto gli occhi di tutti…
Tutti noi siamo assuefatti, non riusciamo più a scandalizzarci.
E questa assuefazione non è il merito che ha avuto questa politica,
ma ne è forse l'origine.
Non possiamo non essere colpevoli.
Abbiamo perso?
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